domenica, aprile 23, 2006

Un Koan di sei secoli fa

Uno in queste cose finisce con l'imbattersi, ed e' un momento di quelli interessanti.

Nel 1400 una persona con una capacita' di scrittura decisamente avanzata ha compilato un tomo. Il problema e' che nessuno sa di cosa tratti, chi sia l'autore o anche solo quale sia il titolo, e per un motivo molto semplice. La lingua usata dallo scrittore e' del tutto sconosciuta, cosi' come l'alfabeto usato per trascriverla.


Viene chiamato il Manoscritto di Voynich, dal nome del suo primo proprietario che se lo trovo' fra le mani nel 1912, e nessuna tecnica crittografica ha mai avuto successo nel suo caso. Mai.

Non so che razza di istinto abbia portato qualcuno a crearlo, ma la sua stessa esistenza ha una bella aura di incredibilita' - come la superbia di un folle, o la poesia intrinseca di un'opera talmente personale che e' riuscita a buttar fuori tutto il resto del mondo per seicento anni. E a tenerlo nel buio.