domenica, febbraio 19, 2006

Un'occhiata fuori

Ci si sente proprio come su di un balcone a questa latitudine, a quest'altezza dell'Atlantico, a questo bilocale con bagno abbandonato con fare assai colpevole dall'IBM verso la fine del secolo scorso. Con la luce dalle finestre che esiste solo alle cinque di mattina, la cravatta slacciata, il completo spiegazzato e la barba di due giorni, a giudicare dal risultato.

Si vede un gran casino fuori, e ci si scorda il caffe' sul fuoco dentro. Tipico.
E poi un silenzio che neanche ve lo immaginate, quello che suona sempre speciale quando si vede qualcuno senza essere visti. Un bel po' di vento, questo si'. Passa tra i parcheggi e i prati e mozza il fiato - sembra cerchi proprio te da quanto insiste a farti perdere l'equilibro, a tagliarti il fiato, a non farsi ignorare proprio mai. Ma parole pochine. Si dondolano i piedi giu', si guarda lontano, si scordano parecchie cose. Sembra quasi bastare, la maggior parte delle volte.

E quando tocca rientrare, sospirare "Vai, la ribollita", bersi 'sto caffe' e pensare a che si deve fare. Con un occhio e mezzo fuori, ma si fa.

2 Comments:

Blogger Filippozzo di Giovencho Bastari said...

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11:56 AM  
Blogger Filippozzo di Giovencho Bastari said...

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4:37 AM  

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