domenica, novembre 27, 2005

Lu tacchinu, LU TACCHINU!!!

Come avrete potuto o meno notare, la passata settimana e' stata quella del fatidico Giorno del Ringraziamento, ovvero la festa secolare piu' amata d'America - si sospetta per via del Black Friday, di cui parleremo a breve.

Cominciamo dal quando e' successo il tutto: da Mercoledi' a oggi, con nel mezzo, presumibilmente, uno spennio/scannamento/uccisione rituale di milioni di tacchini (tranne due personalmente graziati dal Presidente - non scherzo - e mandati nientepopodimenoche a Disneyworld) e la spremuta di miliardi di bacche di cranberry.

Elizabeth, rampolla della famiglia Elmi e senior del College, ci ha invitato a casa dei suoi per il banchetto e rituale letargo. In quel di Long Island, che se non avete ben presente e' quella specie di corno che spunta da sotto New York e che ospita sia gran parte dei pendolari che non se la sentono di tirar su figlioli nella Citta' che - nella punta piu' a Est - un discreto numero di ricconi/tycoon/broker/attori. Insomma, alle due di Mercoledi' il gruppo parcheggia la macchina fuori dalla stazione di Poughkeepsie, monta sul treno e aspetta di arrivare a Grand Central. Di li' shuttle della metropolitana per Penn Station e treno per New Hyde Park, il tutto condito da assaggi del particolarissimo accento Newyorkese e da uno scorcio di metropolitana nell'ora quasi di punta.

[A chi importasse qualcosa, l'accento Newyorkese e' di una pesantezza quasi granitica, e consiste quasi interamente nell'anticipare quasi tutte le A con una O esageratamente occlusa. Es. Park=poahk, draw=dhroaw, awesome= ohasome.]

Fatta anche questa siamo arrivati finalmente a casa Elmi, dove Francis (professore della CUNY) e signora si sono premurati di ospitarci con tutti i riguardi. Essendo la sera prima del grande evento non poteva mancare l'autentico rituale, vale a dire la preparazione delle torte. E quale torta puo' rappresentare di piu' il microcosmo yanqui meglio delle torta di mele, che poi altro non e' che una scusa per avvolgere una quantita' spropositata di mele in due strati di pasta? Fra parentesi, una quantita' di mele che colpisce soprattutto chi le ha sbucciate, vale a dire il sottoscritto?

La mattina dopo ho avuto, inoltre, la conferma che non bisogna mai dare per scontato niente, mai. Liz aveva fatto il caffellatte.
[Inserire coro Gospel e luci angeliche ad libitum]
Lo so che la risposta naturale per tutti voi e' "E allora?" o simili, ma non sottovalutate mai il potere di un caffellatte fatto come Cristo comanda dopo quattro mesi di caffe' americano e al massimo un cappuccino chimico che appena freddo diventa come per magia acqua sporca. Il tempo prevedeva neve, la casa era calda e luminosa e la tazza di fronte a me era deliziosamente alta e piena. Pareva la mattina di Natale.
Dato che ovviamente il pranzo sarebbe stato saltato a pie' pari, la cena e' stata anticipata alle Tre di pomeriggio, dopo giustogiusto un giro di pancakes per tenersi leggeri. Nel frattempo la casa si era riempita di gente - gli italicissimi genitori della Signora Elmi, il fratello superitaolamericano della suddetto con moglie e due figli e il fratello di Liz - per un totale di dodici persone di tavolata. E qui sono cominciate le rumbe.

Il fratello della Signora Elmi si era infatti presentato alla porta con una bracciata di bottiglie considerevoli sia per quantita' che - Iddio sia lodato - per qualita'. Ho smesso di bere vino solo quattro ore dopo, e nel mezzo sono passati diversi Chianti e un Brunello. Oltre che gli antipasti a caciocavallo, parmigiano e salame, una caponatina di melanzane che era una mano santa per la digestione e dell'ottimo pane salato del Bronx. Non ridete, evidentemente nel Bronx fanno ancora il pane salato all'italiana.

Questo era, come si dice in gergo, ancora roba da ridere. Nove chili di tacchino ripieno incombevano come l'ombra di un gigante pennuto sulla tavolata, e solo dopo asperrima tenzone l'asperrimo volatile e' stato opportunatamente debellato. E si e' prontamente vendicato facendo piombare in una sonnolenza olimpica, che ha costretto tutti a una tregua nelle ostilita' alimentari di almeno mezz'ora, nella quale sono state caricate le caffettiere per l'assalto finale e qualche ardito ha messo alla cintura svariate bottiglie di Sambuca molotov per le situazioni piu' disperate.

E poi mancavano ancora all'appello lo torte, a conti fatti almeno tre tipi:

-la torta di mele, saporita e sana anche se a mio avviso con troppa poca cannella
-la torta di zucca, della quale preferisco ignorare contenuti e sapore
-la tremenda e luciferina pecan pie, composta interamente di caramello, zucchero e una noce oblunga dal peso specifico pari a quello del Cesio allo stato naturale.

Il vostro si e' ricordato di John Belushi ("Quando il gioco si fa duro..."), ha impugnato la bottiglia di Sambuca che nemmeno Sanshiro Kurenai e Utamaro con la fascia della potenza e si e' fatto onore. Molti nemici, molta caffeina.

Fuori si era fatto buio, esattamente come ci si dovrebbe aspettare da una giornata del genere. Le pubblicita' alla tv puntavano del tutto drammaticamente e spietatamente verso Natale, considerando il Black Friday, il Venerdi' Nero nel quale tradizionalmente tutta America si mette in avanti con le spese di Natale. Il bello e' rendersi conto del come, specie dopo che pubblicita' dopo pubblicita' propone sconti di massa del 20% o giu' di li' in fasce orarie quali dalle cinque alle sei la mattina. La magnitudine della follia collettiva e' stata catturata adeguatamente solo dalla rissa che si e' scatenata a un Best Buy di New York per le ultime Xbox 360 alle sette e mezzo del mattino, probabilmente con la musica di Rocky in sottofondo.

Ho finito di digerire quel pranzo oggi pomeriggio. God bless gli Elmi.

venerdì, novembre 18, 2005

Finalmente...l'America!


Shelter, originally uploaded by _Aquila_.

Un pezzo di America come non se ne vedono piu': un bel rifugio antiradiazioni piazzato nello scantinato di Baldwin Hall, l'edificio sanitario di Vassar. L'infermiera che lavora li' da quarant'anni mi ha detto che facevano le esercitazioni e tutto, mentre ora e' purtroppo ridotto a magazzino - ma di certo uno dei piu' sicuri del campus.

D'altro canto oggi mi e' arrivata questa mail dal direttore della Campus Security:


Hunting Season Alert

The Big Game hunting season starts at dawn tomorrow (Saturday). Hunters may be illegally wandering in our woods in search of the wily whitetail. We will be bolstering our patrols at the Farm,Golf Course and Boardman road areas in an effort to thwart any poachers.

Avoiding our wooded areas, especially during the early morning and late afternoon hours for the next two weeks is highly recommended. Leaving the wacky hat with the antlers in the closet would be a good idea as well.

Don Marsala
Director of Security


Ma come si fa a non amare alla follia questo posto???

Per quanto riguarda le mie personali peripezie, oggi c'e' stato l'ultimo giro di lezioni con i principianti per le prossime due settimane, dato che c'e' il Ringraziamento di mezzo. E poi ne rimarranno un paio scarse prima di tornare a casa.

Stasera si va al cinema, a proposito!

Ok, il gruppo a vedere l'ultimo Harry Potter, e io invece a vedermi Jarhead. Tratto dall'omonimo libro, fresco fresco di quest'anno, di un ex-marine nella guerra del Golfo, il film sembra promettere assai bene. Swofford, l'autore, era in uno dei gruppi STA (Special Targets and Acquisition) del primo Battaglione dei Marines quando la guerra del Golfo e' scoppiata. se non hanno martoriato troppo il libro dovrebbe essere un film di guerra niente male.
Tra parentesi, e' il primo libro che ho comprato appena arrivato a Vassar, e il titolo, letteralmente testa a barattolo, e' il nomignolo che tutti usano per definire i marines a causa del caratteristico taglio di capelli (rasato ai lati, corto in cima). Si sconsiglia vivamente all'utenza di usarlo in presenza dei suddetti marines.

Il progetto finale che devo consegnare per l'esame di Media & War sta prendendo forma in maniera ottimale, specie da quando la realta' mi porta spunti sempre nuovi senza che debba alzare un dito.
Qualcuno conosce per caso America's Army?
E' un videogioco sviluppato espressamente dall'Esercito a stelle e strisce come strumento di reclutamento. Si gioca solamente in multiplayer in rete, e finora di gente che lo gioca ce n'e' stata parecchia. La sua popolarita' era dovuta in massima parte al fatto che l'US Army lo dava gratis.
Ma qui viene il bello: la versione per console, che sta per arrivare su PlayStation 2 e Xbox, avra' una modalita' per giocatore singolo nella quale si sale di grado, si aumentano le abilita' del soldato impersonato, e fondamentalmente si imparano un sacco di belle cosine su tuto l'arsenale del soldato di fanteria americano. E sara', ovviamente, sponsorizzato dall'Esercito.
Oltre che a pagamento.
Dicono tutti che sara' uno dei bestseller di Natale.

Che cosa questo voglia dire per il senso della realta' della razza umana oggigiorno, non sono sicuro di volerlo sapere.

Personalmente, mi accontenterei di poter giocare ai titoli belli usciti negli ultimi sei mesi, inclusi - sob - God of War e Devil May Cry 3. Dopo quattro mesi di astinenza ho un bisogno feroce di vedere sangue pixellato schizzar via da corpi piu' o meno umanoidi.

E dire che sembravo un cosi' bravo ragazzo...

Rosso sangue


Blood red, originally uploaded by _Aquila_.

Ok, lo so che l'avrei dovuta mettere sul blog un sacco di tempo fa, ma e' piu' bella adesso che non c'e' piu' una foglia attaccata sugli alberi del quad. E che, fra parentesi ma non troppo, fa un freddo cane. A zero o poco sopra il giorno, decisamente sotto la notte.
E la neve e' dietro l'angolo...Andrew il russo mi ha gia' invitato ad andare a sciare nella sua casetta non ricordo bene dove a un'ora da qui non appena ci sara' un po' piu' di neve. e da queste parti dovrebbe rimanere fino a Marzo, almeno. Yuppi-du.

domenica, novembre 13, 2005

Il Grande Freddo

E le maiuscole non sono casuali.
Sono tre o quattro giorni che e' calata una cappa di gelo piuttosto insopportabile. Le foglie degli alberi sono quasi tutte per terra, ormai, con i rossi degli aceri a tappezzare i prati e i rami che sembrano dita scheletriche protese verso una nuvola distratta piu' delle altre. I piccoli bastardi pelosi si sono ritirati nei buchi dei tronchi, e al massimo sembrano schizzare da un prato all'altro con piu' fretta del solito.

Insomma, l'inverno si avvicina, finalmente. Finalmente perche' vuol dire che manca poco a Natale e al mio ritorno nel Bel Paese. Quattro settimane e rotte, quattro settimane di ultime lezioni senza il materiale che posso usare da casa e soprattutto quattro settimane nelle quali tocchera' iniziare a lavorare ancora piu' del solito sulla tesi e sugli esami da dare qui. In idioma locale, it's crunch time.


Ah, Venerdi' scorso c'e' stata la mitica scampagnata all'opera. Dopo una sveglia al sapore di cacciavite in mezzo agli occhi e tre ore di lezione ai principianti e' toccato vestirsi ammodino e montare su di un pullman gran turismo con una cinquantina di ragazzi per arrivare in quel di New York, con destinazione il Ristorante Orologio (prima) e la Metropolitan Opera house (poi).

Saltando a pie' pari la sezione culinaria - causa carpaccio sconditissimo e pasta insipida - la Met e' veramente un bell'ambientino. Piazzata in mezzo a una spianata di grattacieli e al Columbus Circle, l'Opera House e' un immenso edificio bianco di vetro e cemento con degli spicchi di Chagall ingigantiti alle pareti. Velluto rosso da tutte le parti, cinque piani di scale da fare per arrivare alla fossa dei leoni del Family circle, la sezione con i prezzi piu' popolari.
Si fa per dire - trentasei dollari per un seggiolino che a confronto la classe turistica dell'Alitalia e' un triclinio pompeiano. E che, in linea d'aria, distava dal palco almeno cento metri. Abbastanza in alto da dare le vertigini e rendere mezza orchestra invisibile, ma per lo meno il sottoscritto era ospite del Dipartimento di Italiano del College.

Seguono tre ore e tre quarti di Nozze di Figaro, in tre atti.
L'assolo piu' notevole lo hanno senza dubbio fatto le mie rotule a meta' del secondo.

L'allestimento era comunque notevole, con delle scenografie e delle luci di prima categoria e dei cantanti veramente di spicco. E poi si trattava pur sempre di un libretto italiano pieno di corna e battute a doppio senso, quindi non ci si poteva lamentare troppo.

All'uscita una fiumana di newyorkesi assortiti dribbla esperta la fontana, mentre le luci rosse della skyline pulsano debolmente come candele al vento. Improvvisamente anche la fontana si spegne, e per qualche secondo si sente un silenzio innaturale, come quando in mezzo ad un locale affollato quindici conversazioni diverse finiscono all'unisono. La stanchezza fa pesare le palpebre come macigni, e nel viaggio di ritorno si sente il sonno nell'aria da tagliarlo col pennato.

Ho cercato di seppellirmi nel mio inconscio col Deutsches Album di Peter Gabriel nelle orecchie, ma sono invece finito a parlare di politica, terrorismo, immigrazione e futuro con John e Samantha. Il primo e' veramente un ragazzo d'oro, anche se spesso c'ha una faccia da schiaffi da paura (in livornese, una ghigna ci si ribatte l'acciaini): la seconda e' nella mia lista platino da quando mi ha introdotto alla sitcom piu' bella e demenziale di sempre, vale a dire Arrested Development.


Per quanto riguarda la sezione lavoro&ricerca, la realta' continua molto cortesemente ad anticipare le mie piu' rosee aspettative per quanto riguarda le argomentazioni della mia tesi. Vedi il casino in cui si e' andata a cacciare la sezione discografica della Sony, vale a dire Sony BMG. Pur di impedire ai PIRATI (inserire brivido di terrore,disgusto&raccapriccio del lettore medio) di fare cosacce innominabili con dei cd musicali, Sony ha infilato in una ventina di ultime uscite un programmino che, di nascosto dall'utente, si installa, si rende invisibile a qualsiasi programma antivirus e al sistema operativo e fa il comodo suo con l'hard-disk di qualcun altro. Incluso rendere invisibile ogni tipo di file che venga rinominato con l'iniziale $sys$. Ovviamente i primi ad accorgersene chi sono stati? I bravi ragazzi che producono virus, trojan e malware assortito. Trovatasi con le braghe calate in maniera cosi' plateale, Sony ha risposto con la promessa di non usare piu' metodi del genere. Per ora. Dettagli qui (in italiano) e qui (in inglese).


E adesso, proprio perche' amo il mio pubblico, ammirate l'ultimo sterotipo italiano in voga negli Stati Uniti.
Dopo i baffi, la maglietta a righe bianche e rosse, pizzammorespaghettimandolino.
Dopo il Padrino, la Mafia, i completi gessati, i capelli imbrillantinati e gli anelli di dimensioni papali rigorosamente al mignolo.
Dopo la Loren che insegna in tv come fare il ragu' e Benigni in piedi sui seggiolini.
Dopo il calcio come religione, la maglia di Totti come pigiama, Ramazzotti e il telefonino all'orecchio anche al cesso.

Ammiratelo in tutta la sua maesta'. Fabio. L'unico e inimitabile.

Graziaiddio.

domenica, novembre 06, 2005

Buona domenica

Mi manca quasi, la Domenica tradizionale all'italiana.
Non che qui non ci sia quel senso di vuoto e di spreco necessario che fa della Domenica il vero esercizio di esistenzialismo settimanale di ognuno di noi, ma qui e' un po' diversa.
E non solo perche' la sto passando a fare schede in italiano per un Taboo artigianale da propinare alle classi di intermedi per la prossima settimana. E' piu' perche' in questa specie di villaggio Valtur che chiamano college non cambia mai niente. passano davanti alla mia finestra piu' ragazzi in bici e professori col passeggino, ma finisce qui. Niente attivita', niente feste, niente di niente.

(A proposito, lo scorso Sabato c'e' stata la festa di Halloween, con un bilancio finale di trenta intossicati da alcool ricoverati e la scoperta di tre ragazze al secondo piano dell'edificio principale - nude, sedute in una pozza del loro stesso vomito, che si sbellicavano dalle risate. Ogni commento e' superfluo.)

D'altro canto, mi sto perdendo quella che sembra la stagione piu' bella della Fiorentina da anni a questa parte. Maremma cane.

Venerdi' prossimo tocca, inoltre, vestirsi ammodino per accompagnare un treno di gente a New York a vedere Le Nozze di Figaro alla Metropolitan Opera House, con inclusa cena in ristorante finto italiano. Gia' mi vedo le tovaglie a osceni quadrettoni bianchi e rossi e le onnipresenti fettuccine Alfredo, sulle quali sorvolo per pura carita' cristiana.

All in all, direi che non ci sono novita' apprezzabilissime, nemmeno sul fronte della politica interna. E' arrivato Alito alla corte suprema, ma non pare particolarmente pericoloso. Bush e la Right Nation sono sull'orlo di una discreta crisi di nervi, e c'e' gia' chi scrive libri sul prossimo scontro per la presidenza nel 2008 - l'ultimo in ordine di tempo vanta l'icastico titolo "Condi Vs. Hillary". Brividi.

Si cerca di ingannare il tempo come si puo' insomma, grazie a saggi sul cyberpunk, raccolte di racconti di Bruce Sterling, edizioni esaurite di Ballard, qualche saggio sul RFID (Fra, se leggi questo: continua a informarti, che poi quando torno ti aggiorno) e sui suoi spaventevoli usi, diversi tomi sulla Guerra Mediatica di oggigiorno, varie ed eventuali.

Per quanto riguarda il campo di ricerca della tesi, la RIAA (Recordin Industry Association of America) sta a fa' 'n casino. Ancora prima che qualsiasi tipo di broadcasting audio digitale terrestre sia commercializzato, vogliono taggare ogni programma con una 'broadcast flag' che nega ogni tentativo di registrazione, riposizionamento temporale e spaziale, sampling e ridistribuzione. Ci sara' di che scrivere, questo e' sicuro...

(Lo so che non ve ne frega niente, ma devo dare anche l'impressione di non essere qui a fare nulla, dopotutto. o no?)