venerdì, settembre 02, 2005

Si comincia!

Annuncio alla clientela: ve l'avevo detto.

Oh yes.

Tutti a pensare fossero cazzate, non lo fara' mai, ce lo siamo giocato, finisce a girare burgers in un McDonald's di Brandon, Texas (pop. 148), lo vedremo in tv che tira una scarpa a Kerry e lo manganellano, varie ed eventuali.

Niente di tutto cio' - per ora - e anzi ho aperto questo blog per far sapere che diavolo succede al coacervo biografico conosciuto come Giovanni/l'Elia verso Siena, il Bonzo in quel di Firenze e Manager Supremo della Galassia nel braccio lontano del Regno decadimensionale dei Mugwump (passate Ponte a Bozzone, poi chiedete). In quel di Poughkeepsie, NY, il campus del Vassar College e' attraversato reiterate volte da un tizio in jeans larghi e maglietta della Fiorentina: queste sono le sue cazzate.





Al momento vi scrivo da sotto i bandoni di cemento dell'orripilante Chicago Hall del college, un mostriciattolo architettonico anni '60 da far paura, se non altro moderatamente funzionale al suo interno. In fondo a questo corridoio c'e' Little Italy, vale a dire gli uffici del dipartimento di italiano. Piu' su ci sono i russi, con i francesi grazie a dio abbastanza fuori dai coglioni, e il resto dei linguaggi ancora mi manca all'appello.

(Se vedete qualche errore di ortografia e' tutta colpa delle tastiere ammeregane, ovviamente)

Il bello del viaggio di andata e' cominciato a Cincinnati. Distrutto nel fisico e nel corpo dopo nove ore di volo da Parigi, il vostro si avvia garrulo e volenteroso al controllo passaporti&sicurezza. Tempo totale: 1h45min. Senza scherzo. Coda tremenda al baracchino passaporti causa presenza di due sportelli, americani e resto del mondo, ma poliziotto newyorkese simpaticissimo al controllo, di nome DiFilippo e provenienza Bronx, praticamente un parente. Alla sicurezza il metallo di tutte le zip e i bottoni dei jeans mi ha fatto svuotare nell'ordine tasche, scarpe, calzini, occhiali e corpo.
Si sono fermati proprio perche' non potevano ridurmi in mutande di fronte a tutti, credo.
Finita questa mi attendeva un ulteriore controllo, quello alimentare. Alla domanda "Porti cibo?" il vostro, timoroso del rischio di prendere per il culo la polizia statunitense. risponde si, e cita l'obelisco di parmigiano che ha in valigia. Viene quindi diretto al banco, dove - mirabile visu - trova la sua valigia gia' li ad attenderlo, gli viene chiesto di aprirla e dalla quale vengono estratti con gesto sicuro i due salami che facevano compagnia alla preziosa derrata. Il vostro tenta fantozzianamente di glissare sul bluff e gli riesce pure, ma i salami restano li. E vabbe'.
Quattro ore di standby al terminal C, allietate, nell'ordine, da:

-copie una dell'ultimo numero della rivista Wired, pagato per la prima volta il suo prezzo ($ 4.99) invece dei nove Euri richiesti da quei ladri di Messaggerie Internazionali

-soste due al bagno

-un chocolate chip cookie del diametro di una ruota di bicicletta e mezzo litro di caffe' a temperatura lavica da Starbucks

-un'evacuazione dell'intero terminal con annesso vagone dei pompieri all'uscita, motivo mai chiarito. Roba da chiodi.

Imbarco per Vassar su miniaereo con una hostess obesa e un pilota piu' giovane di me, e gli strascichi di Katrina che facevano piovere che nemmeno. Il vostro si siede, tira fuori l'iPod, si addormenta dopo un rosario volante e si sveglia all'atterraggio a Newburgh. Al nastro bagagli, con la testa ormai completamente in riserva, sento un tocco sulla spalla e vedo un tizio nero con la camicia del Vassar Security Service che mi chiede se io sono io. Domanda interessante. Rispondo di si, mi carica su di un minivan con altre due studentesse regolari e via. Al campus trovo ad aspettarmi la capa del dipartimento di Italiano, o cosi' mi sembra di aver capito finora, che si chiama Rodica Guzzi-Blumenfeld ed e' ovviamente rumena. Altezza un metro e trenta, mezz'eta con capello rasato, calzone corto, magliette sei taglie piu grandi, immancabile fuoristrada da citta'. Una poesia, vi giuro. Vengo accompagnato al dormitorio Cushing, dove la stanza presenta sei dita di polvere sugli infissi, le finestre non si aprono, l'armadio e' senza una gruccia e il bagno e' al lato diametralmente opposto del corridoio. Cosa voglio di piu, insomma. Faccio il letto con le lenzuola che mi aspettavano, almeno quelle pulitissime, vado a farmi una doccia di mezz'ora con gli asciugamani anch'essi pulitissimi che mi aspettano e crollo definitivamente. Appuntamento ore nove per
il giorno dopo con la Guzzi per il disbrigo delle formalita'.

Gli edifici del college trasudano quattrini da tutti i pori: ho scoperto solo di recente che la retta annuale di questo posto e' di quarantamila dollari l'anno, e che non troppi di quelli che inconro qui hanno una borsa di studio che gli copre questa sciocchezzuola. Qualche dato volante:

-Totale studenti: 2500 e rotti.

-Di cui apertamente queer - vale a dire non solo gay o bisex ma, come mi ha spiegato uno di loro, che "trombano tutto quello che respira": circa il 60%.

-Percentuale di studenti femmine:65%.

-Presenza di sacchetti attaccati ai muri dei dormitori con targhetta "Safe sex supplies": uno per corridoio di dormitorio, dovunque.

-Leggenda metropolitana del college: una festa delle matricole dove sono tutti nudi.

-Coefficiente di atteggiamento ultraliberal dei professori: alle stelle.

-Presenza di auto costose in colori improponibili, come la Z3 celestino puffo e il maggiolone VW verde psichedelico che vedo dalla finestra del mio ufficio: endemica.

-Macchine del caffe' Bialetti a disposizione per una pera di caffeina come Dio comanda: 3.

-Di cui agibili: 2.

-Di cui abili a fornire una bevanda decente: 0.

-Capacita' del frigo privato che ho in camera: 12 lattine di Mountain Dew e un flacone di latte al cioccolato, piu' due bottiglie di grappa nel freezer.

-Ricarico medio dello spaccio del College su beni di consumo e libri di testo: 30% (secondo l'interessante commento del professore di Sociologia della New Economy, Nevarez, "Tanto hanno un pubblico intrappolato").

-Numero di Mac sparsi per uso comune all'interno del campus: almeno due a testa, sono DOVUNQUE.

-Colleghi stranieri, vale a dire assistenti di lingua come me: 7.

-Di cui maschi: 0.

-Di cui anoressiche: 1.

-Di cui invisibili: 2.

In pratica c'e' una spagnola, Rosa, che e' piu' o meno normale; una tedesca, Annabelle, che e' l'emblema della germanitudine in quanto a puntalita', efficienza e organizzazione; una francese, Eva, che fuma come una pazza e fa dei commenti da far arrossire un minatore dell'alta Slesia; una israeliana, Liron, che e' mia vicina di camera e che mi sta facendo da guida in linea per ogni cosa riguardante la vita nel campus; una russa, Ekaterina, mezza anoressica e timida da far paura, e infine le due asiatiche, Jie la cinese e Yukie la giapponese, che si sono fatte infilare a forza nell'unico dormitorio solo donne perche' se avessero dovuto usare lo stesso bagno che usano gli uomini sarebbero morte di vergogna - e che non vedo da quando me le hanno presentate.

Sono circondato. Mi difendero' aspramente.

Chiudo con il Premio speciale della critica per l'avvertimento piu' incredibile di oggi, proveniente nientemeno che da una delle cape dell'amministrazione:

"Si, il dormitorio dove sei e' bello e tranquillo, ma stai attento che abbiamo avuto dei problemi per colpa di alcune aggressioni, gente e' stata morsa..."

E io: "Ah, cani randagi?"

"No, scoiattoli, sono dovunque ci sia della spazzatura e diventano molto aggressivi quando hanno fame."

{Hello, America!}





Dimenticavo, il blog ha i commenti aperti, quindi mi raccomando fatemi pure sapere tutto quello che vi va. Cerchero' di aggiornarlo il piu' spesso possibile, anche se la prossima settimana mi cominciano sia i corsi che devo seguire che quelli che devo tenere, e le foto arriveranno non appena faro' una visita al mitico mall della zona e comprero' un lettore di schede per trasferirle sul Mac. Statemi bene tutti.

5 Comments:

Blogger giulia said...

ma sono davvero la prima a commentare? cazzo, che responsabilità..
giò faiammodino e fagliela vedere nera a tutti.
e ora sono cazzacci loro... soprattutto per i queers

tolc sun

giulia

5:19 AM  
Blogger sorreta said...

...chi ben comincia è a metà dell'opera...!!! occhio alla panza
XXX

11:33 AM  
Blogger luh said...

ciao bello!! fico, me lo sono letto tutto d'un fiato, prepara il posticino per la tua amica quando si laurea, qui in quel di londra dopo aver osato a far sole 4 giorni di fila ha deciso di far diluvio universale ma per il resto tra il mio lavoro di evangelist e quello di ricercatrice va tutto ok!! te lo spiego tramite mail il mio job, bacio luh

5:15 PM  
Blogger luh said...

limortacci tua t avevo scritto un commento lungo lungo, beh t scrivo tramite mail ma t continuero a leggere,
bacio
luh

5:15 PM  
Blogger zimo said...

o bonzo i'che si dice a nuova yorke? io sono qui co i'ricci in trepidante attesa. tra pochi minuti inizia siena fiorentina. ohhhhh..................
mi raccomando ogni tanto aggiornami sulla tua vita americana.
Bona buo

1:49 PM  

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